Liceali con teste da ottantenni

Pubblicato il da Francesco Galli I C

Quando il martedì grasso buona parte dei ragazzi è intenta a festeggiare il Carnevale, divertendosi e, per una volta l’anno, diventando qualcun altro, c’è una cerchia purtroppo non tanto ristretta che aborrisce questa terribile festa pagana.

Questa cerchia è formata da sedicenti elementi elevati spiritualmente, che non si mescolano alla massa e non si abbassano a tale livello di mollezza morale. Non vanno a ridere per delle sciocchezze in mezzo a quella plebaglia più o meno ubriaca, ma si ritirano in luoghi segreti, generalmente in misteriose cripte in qualche grotta del Carso, e tramano contro i festeggiatori. Mentre gli altri sono travestiti da “Arlecchino” o da “principessa delle favole”, costoro, indossando antichi abiti medievali casti e puri, discutono di quanto siano dissoluti i costumi attuali e di come non si possa andare avanti in questa maniera. “Il degrado sociale è radicato nell’immoralità di questa gioventù che non si preoccupa del futuro e dei problemi che affliggono la società e va combattuto con comportamenti rispettosi dei valori dei nostri antenati” è stata la dichiarazione di una di queste persone. I più radicali si rifanno addirittura al Mos Maiorum latino, perché “quelli sì che erano bei tempi”. “Adesso tutti si danno del tu, non esiste più timore riverenziale, per non parlar della genuflessione di fronte ai capi politici!”

Dopo la riunione nella grotta del Carso, gli “anti-carnevale” si appostano ai piani alti dei palazzi delle vie lungo le quali passano i cortei. Non appena vedono arrivare la prima maschera, cominciano un antichissimo rituale: colmi di odio verso la modernità, criticano con ragioni assurde i comportamenti dei ragazzi mascherati. Se martedì grasso vi mettete in silenzio ed ascoltate attentamente, potete sentire commenti di questo genere:”Hai visto quella? Sta con un ragazzo di un anno più giovane di lei e una volta l'ha baciato in pubblico, il tutto senza essere sposata con quel tipo. E adesso guardala, travestita da non so che “sciacquetta” (in realtà indossa una maschera da fungo, n.d.a.) e va in giro ridendo senza senso. Per fortuna non siamo tutti come lei!”

I facenti parte di questi gruppi sono ben noti e per accedere a queste cerchie sono obbligatori alcuni requisiti: bisogna essere privi di voglia di vivere, vecchi mentalmente e misantropi; bisogna avere un odio profondo verso il progresso, verso lo sviluppo dell'intera umanità e verso l'essere giovani, adorare la segregazione della donna in casa ed essere sostenitori della società patriarcale; bisogna avere come eroe mitico la casta Lucia Mondella.

Citando un professore del nostro Liceo, c'è una bella differenza tra critici e criticoni. I primi sono utili, gli altri no. Cerchiamo di capire quali sono i veri problemi e apriamo le nostre menti. Viviamo in un Paese arretrato, retto da una classe dirigente vecchia e che sta visibilmente andando a rotoli. Non è necessario essere una massa informe di menti controllate, ma non appollaiamoci neanche come piccoli gufi criticoni sull'albero di una nostra immaginaria élite intellettuale. E per un miglioramento forse è necessario non tanto aggrapparsi a vecchi e ipocriti valori, bensì ad un enorme cambiamento. Non da parte dei giovani, degli altri. Da parte nostra.

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