Partecipazione Questa Sconosciuta

Pubblicato il da Fabio Cociancich II A

Partecipazione. Una parola che ai giorni nostri risulta tristemente estranea alla maggioranza di noi. Dico tristemente perché in un paese che si professa democratico e a maggior ragione in una nazione quale l'Italia, “partecipazione” dovrebbe essere non solo una parola comune, al limite della banalità, ma un valore, un principio intrinseco della vita di ognuno di noi, di ogni singolo cittadino.

In ogni fase della vita. In ogni età.

È innegabile che siamo in un periodo di crisi, non solo economica, ma anche (e forse soprattutto) politica e culturale. La crisi, se non il fallimento, di un modello, quello capitalistico, quello iperliberista, quello della globalizzazione, non più sostenibile e di cui siamo chiamati ad affrontare e scontare tutte le peggiori conseguenze.

Dobbiamo affrontare, e al più presto, l'inadeguatezza di una classe politica vecchia, obsoleta, impreparata e soprattutto inaffidabile; dobbiamo ritrovare l'unità fondamentale tra cittadini, a difesa di tutti quei diritti così faticosamente conquistati nel dopoguerra e che oggi sono duramente aggrediti. E la chiave di tutto ciò si chiama partecipazione.

Partecipazione attiva, contrapposta all'indifferenza dilagante diffusa oramai nelle società di tutto il mondo, e che conduca a un'autentica rinascita della società stessa, un riappropriarsi di quelle istituzioni che oggi percepiamo come distanti e indifferenti ai problemi concreti

partecipazione che deve estendersi a tutti i livelli della società.

Studenti compresi.

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