Tragedia dei diritti umani: il delta del Niger

Pubblicato il da Alfonsina Riccio I E; Nicoletta Bolis I E

Quasi ogni giorno sentiamo parlare della catastrofe nel golfo del Messico, ma anche nel sud del mondo c’è una situazione simile e stranamente non se ne sente parlare. Rabbia e paura sono state manifestate ad Amnesty International (un’organizzazione internazionale per i diritti umani) dalle comunità violate. Queste infatti molte volte non hanno accesso neanche alle informazioni minime sull’impatto dell’industria petrolifera sulle loro vite, persino quando sono proprio loro le comunità ospitanti. Questa mancanza di informazioni porta ad alimentare la paura e l’insicurezza, contribuendo in tal modo a propagare i conflitti e minare alla base il rispetto  dei diritti umani.

Dal 1998 la Shell (una compagnia petrolifera anglo-olandese), di cui il 40 % del prodotto diventa benzina americana, ha un continuo “spill” che inquina una gran parte del delta del fiume, di conseguenza anche i suoi pescatori , le  sue specie animali (alcune delle quali stanno addirittura scomparendo) ma soprattutto la  sua  popolazione. Tutto ciò dunque non è “solamente” un inquinamente ambientale, bensì anche una violazione dei diritti umani, infatti ogni uomo ha il diritto-dovere di usufruire di un ambiente umano e naturale integro, in cui si impegna a promuovere l’umanità, allo scopo di concepire il bene di ciascuno all’interno del bene comune universale.

L’impatto dell’inquinamento sulle comunità del Niger è fortemente sottostimato e molto spesso non preso in

considerazione.

Proprio per questo motivo Amnesty International ha definito questo disastro come una “tragedia dei diritti umani” i quali vengono violati dalle compagnie petrolifere, che molto spesso il Governo nigeriano non può o non vuole chiamare a rispondere del loro operato e che continuano perciò ad inquinare.

Audrey Gaughran, responsabile del settore Imprese e diritti umani di Amnesty, ha infatti dichiarato:

Il Delta del Niger è un nitido esempio di come un governo venga meno agli obblighi nei confronti dei propri cittadini e della totale mancanze di responsabilità di quasi tutte le compagnie multinazionali per l’impatto delle loro attività sui diritti umani”.

Gran parte delle prove sull’inquinamento e sui danni relativi all’ambiente, raccolti da Amnesty, affermano che una delle maggiori cause è la principale compagnia petrolifera che opera nel delta del Niger : la Shell. Ben 546 milioni di galloni sono stati riversati nell’arco di 50 anni. Quello che dovrebbe preoccuparci è che oggi si sta continuando ad inquinare nel silenzio del governo nigeriano e in quello di gran parte degli altri Paesi. Tutto ciò è sconvolgente, ma come può accadere? Amnesty ha in precedenza accusato il governo nigeriano di aver delegato l’onore di fornire una riparazione per le violazioni dei diritti umani agli stessi responsabili, ovvero le stesse compagnie petrolifere; di conseguenza tali riparazioni sono molto spesso inefficienti. Un rapporto di Amnesty inoltre sottolinea come i processi di bonifica nel Delta siano molto al di sotto di qualunque buona pratica consolidata.

Alcune compagnie impiegano negligentemente personale non qualificato per fermare le fuoriuscite di greggio o altre forme di inquinamento.

Tutto ciò provoca un aumento della povertà e della criminalità, e l’aspettativa di vita è scesa sotto i 40 anni.

Un altro report di Amnesty International del 2009 calcola che ogni anno nel delta del Niger c’è uno spill di

petrolio pari a quello finora uscito nel golfo del Messico.

Secondo la Shell però il 97% degli spill sono provocati in seguito ad atti di vandalismo e terrorismo e solo

una minima parte  sarebbe causa di carenze delle infrastrutture. Tutto ciò purtroppo non cambia un problema fondamentale: l’indifferenza.

Un rapporto di Amnesty ha però anche rilevato dei segnali di miglioramento, come per esempio l’istituzione

dell’agenzia nazionale per l’individuazione e il contrasto alle fuoriuscite di petrolio (Nosdra), che sembra

avere un migliore rapporto con le comunità anche se necessita di maggiori risorse.

Il mondo moderno è molto spesso indifferente ed insensibile al problema della povertà, vendendolo molte volte come qualcosa troppo lontano da sé.

Per aiutare le popolazione colpite dovrebbe esserci un impegno a riparare i danni, ovvero soprattutto il

risarcimento delle vittime, equo e distruibuito a tutti, non solo tra le superpotenze.

Trovo piuttsto significativa la citazione di Roberto Saviano riguardo all’indifferenza della gente nei confronti di

un essere straordinario nella sua grandezza: l’uomo.

Rischiamo noi stessi di diventare cosa vivente”, di diventare anima e soprattutto uomini, in quanto tali,

umani. Uomini, denunciamo, denunciamo tutto ciò che non è vita! Il coraggio è un pò come il buio: bisogna

saperlo guardare.

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