Viaggio al SID
Essendogli stato chiesto di tornare a scrivere qualcosa per il Canzoniere, di cosa mai potrebbe scrivere un Guido se non della sua università? Dunque, io mi sono iscritto al corso di scienze internazionali e diplomatiche, per gli amici SID, all’interno della facoltà di scienze politiche di Trieste. Nonostante ciò, non si sa esattamente per quale assurdo motivo, devo andare ogni giorno a Gorizia, dove si tengono le lezioni. Avete presente quella triste e vuota cittadina dimenticata da Dio dove piove sempre? Ecco, lì. E già questo potrebbe rappresentare un primo problema: infatti trasferirsi a Gorizia potrebbe essere causa di gravi sintomi depressivi tendenti al suicidio mentre fare su e giù ogni giorno potrebbe risultare stancante e non troppo agevole. Ma se fate come me, se vi fate regalare la macchina, tagliamo la testa al toro. 40 minuti e siete arrivati. L’università è costituita da due blocchi, l’uno attaccato all’altro: l’ex seminario e un moderno palazzo di vetro. La sede è piccola ma moderna, accogliente e ben tenuta. Una sorta di college, o di scuola privata. Non ricorda certo lo stereotipo di università italiana. Aule computer, aule studio, classi comode, biblioteca e ottimo bar-tavola calda la rendono perfetta. Ve lo assicuro, è il posto ideale per studiare e trovarsi a proprio agio. Bene, sdrammatizzati i problemi logistici, passiamo alle cose più serie: cos’è il SID e quali porte permette di aprire. E’ un corso unico in Italia, assieme a quello di Bologna, e prepara i suoi studenti a ruoli di responsabilità a livello internazionale. Le strade possono essere molteplici, dal ramo economico a quello commerciale, dal ramo diplomatico a quello di rappresentanza, dal ramo delle relazioni pubbliche a quello manageriale. Ma tutto, rigorosamente, su un piano internazionale. Bisogna essere pronti a viaggiare e a conoscere le lingue. Proprio per le lingue il SID offre un programma di eccellenza: dal livello zero è previsto di arrivare ad un C2 (più che avanzato) in almeno due lingue, francese e inglese, a cui si aggiungono altre facoltative. Illuso, mi direte. Forse. Ma non penso. E’ vero che trovare lavoro al giorno d’oggi sembra impossibile, ma, perlomeno stando alle statistiche, sembra che il SID riesca ancora a dare i suoi frutti. Quello che posso dirvi per certo è che questa è una facoltà che ha il suo nome, sia in Italia che all’estero. Non è un caso che su 120 studenti del corso, siano quasi equamente rappresentate tutte le regioni d’Italia e numerosi paesi europei. Proprio per le sue caratteristiche internazionali, è un’università che gode di innumerevoli appoggi con importanti enti, organizzazioni e aziende internazionali, che offrono di continuo proposte di stage, tirocini, seminari e quant’altro. C’è quindi un certo dialogo con il mondo del lavoro, che un giorno potrebbe tornare utilissimo. Il primo anno è un po’ una sorta di infarinatura generale: si studia diritto, storia, economia, sociologia, scienza della politica. Dal secondo anno, invece, si entra nel vivo, con la geopolitica, le relazioni internazionali, la strategia, la psicologia del negoziato, e via così. Il tutto sempre accompagnato dalle lingue straniere e dai rispettivi lettorati.
Forse è presto per darvi un giudizio serio. Ci sono dentro da nemmeno tre mesi, ma quello che vi posso dire è che le sensazioni sono molto buone. Un ambiente serio, funzionante e, sembra, con buone prospettive per il futuro. Ora come ora, ve la consiglio.
Guido Almerigogna