Intervista a Vista

Pubblicato il da Viviana Riponti I C; Emilia Busetto I C

Come mai ha deciso di intraprendere questa attività in una scuola?

Specialmente per il fatto che, avendo un figlio, questo lavoro mi permette di trascorrere il pomeriggio insieme a lui, mentre altri lavori ti obbligano a lavorare fino a sera. Inoltre mi piace molto stare in compagnia dei ragazzi e, lavorando in una scuola, ne ho l’opportunità.

 

È la sua prima esperienza in questo campo? Dove ha già lavorato?

Lavoravo al Max Fabiani, mentre attualmente gestisco il bar del Galvani, oltre a quello del Petrarca.
Non ho mai svolto un’attività diversa dalla gestione di un bar all’interno di una scuola, anche se sono interprete di italiano e persiano.

 

Persiano? Ma è originaria dell’Iran?

Si, sono nata a Teheran. Lavorando mia madre in collaborazione con l’ambasciata italiana e venendo spesso a Roma ed a Perugia durante le vacanze, la scelta di studiare l’italiano all’università di Teheran è stata la più logica. Conseguita la laurea sono venuta a Roma per proseguire gli studi, da lì sono passata ben presto a Trieste con l’idea di iscrivermi alla Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori, purtroppo non sono riuscita ad accedervi. Con l’aiuto ed il consiglio d’un amico ho iniziato allora a lavorare all’interno del bar del Max Fabiani.

 

Come le sono sembrati i ragazzi?

Sono rimasta molto colpita. I ragazzi, oltre ad essere molto gentili, si sono dimostrati molto educati e rispettosi nei miei confronti, e questo si nota anche dal fatto che sono pazienti nell’aspettare il proprio turno senza spintonare o urlare.

 

E per quanto riguarda il corpo scolastico?

Mi hanno accolta gentilmente, facendomi sentire parte del “gruppo”.

 

Rispetto alla precedente gestione si sono verificati degli aumenti di prezzo. Commenti?
Ho tentato di tenere i costi più simili possibile a quelli presenti precedentemente, ma il prezzo di gestione mi ha obbligata ad aumentare leggermente i prezzi di alcuni prodotti.

 

Molti sono rimasti colpiti dalla presenza del kebab nella lista delle ordinazioni. Come le è venuta questa idea?

Devo ammettere che non è stata una mia idea. Stavo parlando delle novità che avrei potuto proporre con una mia amica del Max Fabiani, quando lei mi ha suggerito questo piatto molto amato da voi giovani.

 

Abbiamo notato anche il cambiamento dell’arredamento del bar. C’è qualche particolare motivo?
Quando sono arrivata il bar era sprovvisto di alcuni arredi necessari, allora oltre ai lavori di ripristino di questi ho anche cambiato l’ambiente in maniera tale da vivacizzare l’atmosfera, rendendola più piacevole per tutti gli studenti. Questa scelta mi sembra più adeguata ad una scuola; infatti adesso il bar ha un’aria più giovanile.

 

Come si trova ad affrontare tutti questi ragazzi che arrivano in massa durante il riposo?
Trovo ancora qualche difficoltà nel servire tutti voi ragazzi insieme, più che altro per il fatto che non mi sono ancora abituata alla struttura di questo bar e ancora non vi conosco. Comunque penso che in poco tempo riuscirò a migliorare, cercando di ricordarmi anche i vostri gusti e le vostre ordinazioni, in modo da essere più veloce ed efficiente.

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