Lucchettare il Petrarca attraverso una telecamera

Pubblicato il da Beatrice Achille IV A

Non credo che la sveglia abbia potuto fare un trillo più fastidioso di quello che ha fatto alle 5 e tre quarti la mattina dell'otto novembre. Svegliarsi così è stato pessimo nonostante sia abituata a svegliarmi abbastanza presto. A tirarmi su era l'idea che non ero l'unica a dovermi svegliare a quell'ora improponibile per andare a scuola. Infatti quella mattina un gruppo di ragazzi si sarebbe incontrato davanti alla succursale per lucchettare le porte e fare picchetto. Io dovevo riprendere tutto, almeno volevo fare alcune riprese distanti della scuola che veniva “imprigionata” tra le catene.

Ripresa numero 1: Un gruppo di ragazzi incatena le porte e appende uno striscione che preannuncia un'assemblea straordinaria. Si separano in gruppi e alcuni si direzionano alle fermate degli autobus per avvisare gli studenti dell'assemblea come era stato deciso il giorno prima in una riunione avvenuta tra molti studenti del Petrarca in un giardino pubblico.

Ripresa numero 2: Non sono nemmeno le 8 quando un gruppo di operai apre le porte della succursale spezzando le catene. Una calca di ragazzini blocca addirittura una delle tre strade che scorrono davanti all'istituto fatiscente.“Non entrate! C'è assemblea straordinaria su in centrale!” “Noi vogliamo entrare! I miei prof devono interrogarmi!”.

Ripresa numero 3: Comincia a piovere e si vedono alcuni professori minacciare di bocciare alunni in caso di una loro assenza, salgono in aria le minacce di abbassare i voti sia in condotta che nelle normali materie. Minacce, forse troppe, ma le entrate sono state minime, infatti la preside è stata costretta, in seguito, a consentire l'assemblea dopo un lungo dibattito tra lei e i rappresentanti d'istituto.

Ripresa numero 4: La voce di Valeria Facchini fa tremare persino il microfono della videocamera: “Questa assemblea è stata deliberata per decidere se fare autogestione o occupazione.”. Mentre registravo e tenevo ben salda la telecamera sul cavalletto guardavo i muri della palestra e pensavo che in fondo alla metà della gente presente non importava granché né della “riforma” né di occupare la scuola. La gente si lamenta ma non lotta, forse ha paura o semplicemente non ha interesse in un futuro che non è troppo distante, ma che è comunque lontano abbastanza per non essere importante adesso.

Ripresa numero 5: “Chi è contrario all'occupazione si alzi in piedi per favore, io li conterò uno ad uno!”. 84 erano le persone contrarie. Come mai, però, nell'assemblea che ha seguito l'occupazione la metà dell'istituto era contrario al metodo della protesta? “Occupare è un metodo sbagliato di protestare!” Mi dicono o semplicemente si sente dire nei corridoi, eppure sono stati loro a votare a favore. Potevano alzarsi, potevano farsi sentire, urlare all'intero liceo che non erano d'accordo, ma non l'hanno fatto e mai lo faranno perché la gente è fatta così, non può cambiare.

Ho fatto 3 ore e mezza di riprese durante tutta l'occupazione, sono stata 2 ore per montare il video, peccato che non verrà mai mostrato, peccato che non si possa mostrare.                                   

  

Beatrice Achille IV A

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