Otto obiettivi, mille scuse...
Provate a schioccare le dita al ritmo di una volta ogni 3 secondi. Molte canzoni seguono questo ritmo. Solo 3 secondi hanno poco significato nella nostra vita quotidiana, perché in 3 secondi non si riesce a fare molto. Non si riesce ad inviare un SMS, non si riesce a mangiare un panino, non si riesce neanche ad andare in bagno. Ebbene ogni 3 secondi un bambino muore a causa della povertà estrema.
Questo sottolinea i numerosi squilibri nella società contemporanea in pressoché tutti gli ambiti: ambientale, economico, sociale e così via…
Cercando di eliminare questi squilibri, nel settembre del 2000 al Millenium Summit delle Nazioni Unite i capi politici di 189 paesi hanno firmato la Dichiarazione del Millennio, impegnandosi a raggiungere 8 obiettivi fondamentali (Millenium Development Goals) entro il 2015 per intraprendere un percorso verso uno sviluppo globale. Gli obiettivi sono stati distinti in base agli argomenti trattati, ma in realtà sono strettamente legati uno all’altro.
Il primo obiettivo si occupa di sradicare la povertà estrema e la fame, dimezzando la percentuale di persone che vivono con meno di 1$ al giorno.
Con il secondo obiettivo i membri delle Nazioni Unite si sono impegnati a garantire l’educazione primaria universale, indipendentemente dalle possibilità economiche di ciascuna famiglia.
Uguali possibilità e trattamenti per le donne rispetto agli uomini è il tema del terzo obiettivo, in particolare nei campi dell’istruzione e del lavoro.
Il quarto obiettivo, che prefigge la riduzione di due terzi la mortalità infantile, è stato stabilito a causa della morte ogni anno di circa 11 milioni di bambini prima del quinto compleanno, spesso per cause prevenibili nei paesi sviluppati.
Il quinto obiettivo si concentra sulla salute delle mamme, stabilendo l’impegno di ridurre di tre quarti la mortalità materna. Ancora oggi nell’Africa Subsahariana il rischio per una donna di morire per complicazioni durante la gravidanza o il parto è quantificato come pari a 1 su 16, mentre nei paesi ricchi è 1 su 3800. Nel complesso, ogni 90 secondi una donna perde la vita durante la gravidanza o il parto.
L’impegno del sesto obiettivo consiste nel continuare a combattere contro l’Hiv/Aids, la malaria e altre malattie infettive. Viene calcolato che la malaria uccida un bambino ogni 30 secondi, mentre gli orfani di uno o d’entrambi i genitori di Aids si aggirano attorno ai 20 milioni.
L’ambiente è il protagonista del settimo obiettivo. La meta è sia di promuovere una politica incentrata sullo sviluppo sostenibile, sia il dimezzamento entro il 2015 della proporzione di persone senza accesso all’acqua pulita.
Infine l’ottavo obiettivo: promuovere una collaborazione attiva fra Paesi per lo sviluppo. Solo attraverso l’unione delle forze e l’impegno di ricchi e poveri si potranno raggiungere gli altri obiettivi.
Oggi, a meno di 5 anni dalla scadenza prefissata, si sta delineando un sempre più probabile fallimento. Una ragione è la mancanza di risorse finanziarie, aggravato dalla recente crisi economica. Ora risulta inevitabile chiedersi se questi obiettivi erano realistici e concretamente realizzabili.
Dall’altra parte, è opportuno sottolineare che il commercio delle armi ha ampiamente superato i 1000 miliardi di dollari l’anno, oltre 15 volte il necessario per raggiungere gli Obiettivi del Millennio e salvare milioni di vite umane.
Questo paragone ci riporta al punto di partenza: troppi squilibri. Il problema non sta nella mancanza di risorse, ma nella loro distribuzione. Sarebbe il caso di riordinare le nostre priorità e cominciare ad agire, perché il tempo continua a sfuggirci di mano. Nel frattempo sono passati altri 3 secondi…
Emily Venturi V E
Virginia Pignatti I GL