Illegali, ma civili

Pubblicato il da Francesco Galli IC

Per sette giorni l’attività scolastica regolare della nostra sede di Via Rossetti 74 è stata impedita da un gruppo di studenti inizialmente folto e attivo, successivamente scarno e affaticato.

I motivi di questa protesta sono ormai arcinoti: i drastici ed eccessivi tagli di fondi al futuro italiano, cioè la scuola e l’università , le innovazioni (anche se non sono sicuro che possano essere definite tali) della nuova riforma scolastica e l’edilizia scolastica in degrado.

La situazione è oggettivamente grave, al punto che quarantadue docenti del Petrarca su ottantasei hanno firmato un documento in cui sostengono i motivi della protesta, ma non ne approvano la forma.

Non si può di certo negare che l’occupazione sia il metodo più radicale, più drastico e soprattutto illegale, ma la cosa è stata ben ribadita fin dalla prima lunghissima assemblea di lunedì otto, tutti ne erano consci.

Non possiamo e non dobbiamo dimenticare l’eccelsa gestione della democrazia, la forma più difficile e più faticosa di amministrazione del potere: dalla prima votazione riguardo alla scelta del tipo di protesta da portare avanti, alle infinite assemblee nel corso della settimana.

Durante l’occupazione, infatti, ogni novità è stata comunicata ed ogni decisione votata, facendo un numero di assemblee che sfiorava i limiti della pazzia. Chiunque poteva partecipare alla stesura del documento in cui sono state esposte tutte le ragioni e le istanze della protesta, non era una cosa d’élite, per pochi eletti.

Unica cosa imposta è stato l’obbligo di pulire la scuola, ma nessuno ha avuto niente da obbiettare e nessuno si è rifiutato di spazzare o lavare pavimenti.

Sarebbe stato facile se fosse stato imposto un potere oligarchico, che avesse deciso e imposto tutto senza diritto di replica. Sarebbe stato facile non fare lunghe ed estenuanti assemblee, molte studentesse e molti studenti sarebbero andati a dormire con le corde vocali sane.

E’ stato come uno schiaffo all’attuale casta politica da parte della nuova generazione, quasi a dire:”Noi ‘bamboccioni’ sappiamo cos’è la democrazia e sappiamo gestirla”.

A tutti coloro che erano contrari a tale forma di protesta, chiedo di riflettere su questo argomento: è vero, è stato compiuto un atto illegale, ma è stato compiuto civilmente. Nella scuola occupata c’erano persone pensanti e rispettose delle opinioni altrui, non maiali di orwelliana memoria.

 

Francesco Galli I C

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